Sarò custode dell'eredità di mio nonno partigiano PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   

da una lettera al sito www.anpi.it   Pochi giorni fa è mancato mio nonno, Gracco Pattacini, che ho avuto l’immensa fortuna di avere a l mio fianco per 23 anni.
Mio nonno è diventato il mio eroe fin da quando, piccolissima, ascoltavo i suoi racconti sugli anni della guerra, ed ha continuato ad esserlo ogni giorno per tutti questi anni, ha continuato ad essere un esempio irreprensibile in ogni gesto ed in ogni parola.
Quante volte ho pensato di registrare per iscritto tutti i suoi racconti, affinché la memoria di quegli anni non potesse mai andare persa. Da piccola gli dicevo “Nonno, se io ci fossi stata, avrei fatto la staffetta!”, per renderlo fiero di me certamente, ma anche perché mai avrei potuto, e mai potrei, dubitare del valore di quegli ideali per cui il mio grande nonno aveva messo a rischio la sua stessa vita. Di quegli ideali che ancora pochi giorni fa, durante la sua permanenza in ospedale, lo spingevano a non perdere occasione per mostrare pieno d’orgoglio la sua tessera A.N.P.I.
Non credo di fare un torto ai miei genitori se dico che devo in buona parte a lui tanto la mia coscienza politica quanto il mio senso civico, di cui vado oggi ancora più fiera, poiché mi rendono custode di una preziosa eredità.
Grazie a tutti i nonni partigiani che ci hanno cresciuti nel rispetto di quei principi di libertà e democrazia per cui hanno lottato a rischio della vita, e che spero ci guideranno ancora nell’educare i nostri futuri figli e nipoti. Ai miei, ne sono certa, non concederò il rischio di dimenticare.

Silvia Papazzoni

Reggio Emilia, 6.10.2009