La gloriosa bandiera dei partigiani osimani
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IL GLORIOSO TRICOLORE

 

La bandiera dell'ANPI Osimo risale al periodo immediatamente successivo alla liberazione di Osimo (6/18 luglio 1944).

Interamente cucita e ricamata a mano dalla compagna Fedora di Ancona (non se ne conosce il cognome) rifugiata dopo i bombardamenti di Ancona dell'ottobre del '43,

presso le scuole elementari , edificio oggi riconoscibile dall'orologio e dalla lapide ad Augusto Santini al centro del Borgo di Osimo.   

Al centro del tricolore é cucita la stella rossa dell'ANPI con i cerchi concentrici bianco e verde centrale.

 Sulla banda verde sono cucite 15 stelle oro e 2 nere rappresentanti 

ciascuna i caduti in azione di guerra e due patrioti trucidati per rappresaglia dai nazifascisti (Polverini e Belfiore).

Sul nastro azzurro pendente dalla stella posta sull'asta portabandiera sono poste 2 medaglie d'Argento al V.M. (Q.Luna e F.Paolini), 2

medaglie di Bronzo al V.M. (A.Serloni e A. Stefani), una decorazione militare a Stella della Divisione Garibaldi (G. Massaccesi) su tessuto

rosso-bianco-verde, due distintivi della Divisione "Friuli" del Corpo Italiano di Liberazione. 

 

Particolare rilevante. Leggendo la scritta gialla Osimo ricamata sotto la stella, i colori nazionali risultano al contrario: rosso, bianco e verde.

Un particolare che fa unica questa gloriosa bandiera dei partigiani osimani.

 

 

 

           

 La compagna anconetana Fedora é la signora con il

fazzoletto tricolore al collo, la seconda donna da sinistra

 in alto.  Questo é un tributo alla compagna di Ancona

per aver confezionato un manufatto da cui traspare passione,

amore per il proprio Paese, per il lavoro.   Sovente ci capita

di trovare persone che alla vista di questo formidabile simbolo  ne

rimangono affascinati, ci chiedono notizie e si immortalano con essa.

Noi ne siamo gelosi ed orgogliosi custodi, coscienti di custodire con 

essa i valori eterni  dell'antifascismo e della Resistrenza.

 

    Grazie anche per questo Fedora.  

 

                                 Per sempre riconoscenti.  

 

                                            Gli antifascisti e i partigiani osimani