I caduti di Osimo PDF Stampa E-mail

 

 

Federico PAOLINI   M.A.V.M. ( Senigallia AN 6 luglio 1944)                    

 Partigiano del GAP "Fabrizi" , fu infiltrato come impiegato presso la Questura di Ancona trasferitasi dopo il primo bombardamento del capoluogo ad Osimo. Fornì sempre notizie sulle intenzioni del nemico. Scoperto, venne caricato su un camion delle SS italiane e si persero le sue tracce per alcuni giorni, quando il suo cadavere venne ritrovato nei pressi di Senigallia. Per la sua attività è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare.

 

 

 

Amedeo SERLONI   M.B.V.M. - decorato della Stella Rossa della Rep. Jugoslava (Quota Pogliana (Ju) 4 dicembre 1944)

Chiamato alle armi dal regime fascista, si ritrova l’8 settembre nella Jugoslavia occupata dai tedeschi. Per non essere deportato in Germania sceglie di combattere a fianco della “Divisione Garibaldi” – Btg. Mameli e per la sua esperienza da militare viene messo a capo di un reparto: “alla testa di questo, su “Quota Pogliana”, si lancia all’assalto di una nutrita postazione tedesca e la mette in fuga. Non pago dell’obiettivo raggiunto, incitando i suoi compagni, si rilancia all’inseguimento del nemico e, pur colpito, continua ad incitare i suoi all’azione.” Questa la motivazione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare di cui è stato insignito oltre alla Herabross (Stella Rossa) della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia.

 

 

 

Bruno LIBERTI   CAP. GRANATIERI DI SARDEGNA (Fossoli MO 12 luglio 1944)

Cattolico, insegnante, aveva partecipato alla campagna d’Etiopia ottenendo due croci di guerra e una medaglia di bronzo con il grado di capitano nei granatieri di Sardegna.   Nel 1943 non aderì alla RSI e fu catturato a Bologna dalle SS che lo rinchiusero nel carcere di Castelfranco Emilia fino all’aprile del 1944, quando fu trasferito al campo di concentramento di Fossoli (MO), matricola 1397. Venne fucilato assieme ad altri 66 ufficiali nella nota strage del poligono di tiro del Cibeno, frazione di Carpi(MO) il 12 luglio 1944.

 

 

 

 Alessio LAVAGNOLI ,  Franco STACCHIOTTI 

 Piero GRACIOTTI,  Lelio CASTELLANI 

 (Valdiola-Chigiano MC 24 marzo 1944)

Appartenenti al distaccamento “Mario” di stanza a Frontale di Cingoli, in pattuglia nei pressi di Valdiola, dopo alcuni giorni di scontri, furono sopraffatti da un rastrellamento dell’Alpeneg della II Div. E.Goering, reparti specializzati nei combattimenti alpini. Presi con altri nove compagni, furono trucidati sul ponte di Chigiano(MC). Annualmente, ogni prima domenica di luglio,  vengono commemorati sul luogo con una manifestazione interprovinciale  con gli altri caduti di Valdiola Chigiano.

 

  

 Alfredo SCONOCCHINI   

(Foro di Cingoli MC 25 luglio 1944)   

 

Meccanico e autista del dist. "Mario" di Frontale, durante una prova di un mezzo appena aggiustato, si imbatte in un posto di blocco tedesco. I nazifascisti, dopo averlo lasciato passare, riconosciutolo, lo trafiggono alle spalle.

 

 

 

 

 

 

 

Augusto PALLOTTA, Marcello ESPINOSA  (Osimo AN 22 giugno 1944)

Sorpresi entrambi a bordo di un’autovettura proveniente da Osimo e diretta alla sede del Gap “Stacchiotti” dislocato a Casette di Rinaldo (località di Osimo), giunsero sul luogo dove si era tenuto un conflitto a fuoco tra i partigiani della seconda squadra “Stacchiotti” e un soldato tedesco di transito: ignari di quanto stesse accadendo furono falciati dai colpi tedeschi appena scesi dalla vettura.

 

 

 

  Gino VOLPINI  (Staffolo AN 4 aprile 1944)

Faceva parte del Gruppo Cingoli, si distinse in numerose iniziative di scontro con i nazifascisti; di ritorno da una missione su Staffolo (AN) il 3 aprile 1944, venne catturato e portato presso il locale cimitero. Scoperto patriota lo fucilarono il mattino seguente presso quello stesso luogo in cui era stato recluso. Fu presente certamente allo scontro nel quale rimase ucciso il 10 febbraio 1944 ad Osimo il repubblichino G. Giorgetti, durante un rastrellamento di renitenti alla leva delle classi 1924 e 1925

 

 

 

Marino VERDOLINI  (Mezzano RA 15 gennaio 1945)

Già fondatore della cellula comunista clandestina “Banda Ragno” nel 1931, fu anch’egli condannato al confine a Lipari (ME) nel 1932.  Entrò sin da 1943 nella Resistenza dando il proprio contributo nel GAP "Fabrizi" e dopo la liberazione di Osimo si arruolò nel CIL div. "Cremona". Rimase ucciso nell’esplosione di una mina a Mezzana di Ravenna. (vedi menu principale)

 

 

 

 

 

Luigi MOSCHINI (Rivoli TO 10 marzo 1944)

Nato a Osimo (Ancona) il 25 maggio 1926, fucilato alle Casermette di Rivoli il 10 marzo 1945.   Miltò nelle file della 20° Brigata Garibaldi della 2° Divisione comandata da Battista Cardoncini, nel distaccamento di Chialamberto.   Partecipò a tutti i combattimenti della suddetta Brigata e nel settembre del 1944, durante un forte rastrellamento ad opera di circa 10.000 tra tedeschi e fascisti, dovette rifugiarsi in Francia e fu tra i pochi che ritornarono in Italia a combattere e precisamente il 6 ottobre 1944.   Fra le tanti azioni di guerra, una delle più importanti fu quella del 6 gennaio 1945, quando, in compagnia di Pietro, Mariolo e Porthos (che comandava la pattuglia), venivano attaccati dai paracadutisti della Nembo a Chiaves (Valle di Lanzo). Già in paese corre la voce della disfatta; ma tutti resistono e riescono ad aprirsi un varco tra le fila repubblicane e raggiungere i compagni partigiani.

La sera del 10 gennaio 1945, durante un fortissimo attacco di repubblicani e tedeschi, la colonna G.L. si deve ritirare a Chialamberto e si divide in due; il grosso col Comandante Tuscano Bruno (fucilato poi dalla Nembo), la rimanenza con Nino Porthos. E quella sera fu l’ultima del caro Gino perché fu preso prigioniero dalla Folgore. Invitato ad arruolarsi nella Repubblica egli rifiutò (da vero partigiano), e fu la causa della sua morte.  Consegnato ai tedeschi dai servi fascisti, lo fucilarono con Novelli Renato (Renè), suo inseparabile compagno di lotta e con Berton Luciano, Cassinelli Giuseppe, Lucco Borlera Luigi, MolinariRenato e Tartaglione Giusepp                           e. 

Biografia tratta integralmente dal giornale “LA FIACCOLA ARDENTE” (portavoce mensiledell’Associazione Nazionale Famiglie Martiri e Caduti per la Liberazione) del gennaio 1950

 

 

 

Gino MARINI (Caduto in Jugoslavia)

Cuoco del generale comandante la II divisione italiana in Jugoslavia, l'8 settembre si unì alle formazioni resistenti in quel territorio. (sono in corso ricerche)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

               Ermanno BADIALETTI  Cefalonia (Grecia) 19 ottobre 1943

Militare nella nota Divisione Acqui di stanza a Cefalonia, lì fu colto con i compagni l'8 settembre 1943. Partecipò alla scelta democratica di non arrendersi ai tedeschi né di consegnare loro le armi seguendo il generale Alessandro Gandin resistendo in armi fino al 27 dello stesso mese quando vennero catturati e trucidati gran parte dei militari italiani. Si consegnò ai tedeschi solo due giorni dopo . Rimasto l'unico graduato tra i superstiti si premurò d'incoraggiare i compagni prigionieri costretti a fame, sete ed umiliazioni, fino all'imbarcato avvenuto il giorno 19 ottobre 1943. Duranti il viaggio verso Patrasso, all'altezza di Capo Unita, il convoglio venne dirottato verso un tratto di mare minato dagli inglesi. Ermanno perì annegando insieme ad altri duemila soldati italiani.

                                        (vedi racconto sul menu principale) 

 

 

 

  Carlo POLVERINI - Patriota,   Osimo (Casette Rinaldo) 24 giugno 1944

  Venne ucciso a sangue freddo da un ufficiale tedesco nel corso di una perquisizione presso la sua abitazione/mulino alla ricerca dei partigiani dello Stacchiotti che operavano in zona. Non volle fare i nomi dei partigiani che erano stati autorizzati dallo stesso Polverini a lasciare l'auto di Pallotta ed Espinosa, coinvolta nello scontro di Casette di Rinaldo, nella sua proprietà . 

 

 

 

 

 

  

 

 

              Augusto BELFIORI Patriota, (S. Paterniano di Osimo)

                               Contadino del luogo, coinvolto nella battaglia di Casenuove per la liberazione di Ancona, si rifiutò di collaborare con i tedeschi fornendo la propria manodopera alla costruzione di una trincea.

 

 

 

             Giulio SPINSANTI Patriota (Casenuove di Osimo)

             Nei giorni della tremenda battaglia delle Casenuove, contadino del luogo, di fronte all'immane tragedia della guerra , se ne fece parte trasportando i militi feriti del Corpo Italiano di Liberazione con il proprio carro agricolo trainato da buoi. Finito su una mina con il carro nel corso della sua opera soccoritrice, con lui perirono tutti i miltari trasportati tra cui la M.O.V.M.  Luigi Ettore Maestri di Pavia